| Marte, maledettissimo poltrone! |
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Marte, maledettissimo poltrone! Così sotto una donna non si reca, e non si fotte Venere alla cieca, con assai furia e poca discrezione. - Io non son Marte, io son Hercol Rangone, e fotto qui che sete Angela Greca; e se ci fosse qui la mia ribeca, vi sonerei fottendo una canzone. E voi, Signora, mia dolce consorte, su la potta ballar faresti il cazzo, menando il culo in su, spingendo forte. - Signor sì, che con voi, fottendo, sguazzo, ma temo Amor che non mi dia la morte, colle vostr'armi, essendo putto e pazzo. - Cupido è mio ragazzo e vostro figlio, e guarda l'arme mia per sacrarle alla dea Poltroneria. Comments (0) |


