Viva la fica, il ciel sereno
il buco del culo, l'arcobaleno.
E se qualcuno si rivolta
viva la fica un'altra volta!
Anonimo

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Pietro Aretino
Sta cheto bambin mio; ninna, ninna PDF Stampa E-mail
Sta cheto bambin mio; ninna, ninna!
Spinge, maestro Andrea, spinge ch'ei c'è.
Dammi tutta la lingua, ai! ohimè!
Che il tuo gran cazzo all'anima mi va. 

- Signora, adesso, adesso v'intrerà;
cullate bene il fanciullin col piè,
e farete servizi a tutti e tre:
perché noi compiremo, ei dormirà.

- Io son contenta; io cullo, io meno, io fo;
culla, mena e travagliati ancor tu.
- Mammina, a vostra posta compirò.

- Non far! fermati, aspetta un poco più,
che tal dolcezza in questo fotter ho,
ch'io non vorrei ch'ei finisse mai più.

- Madonna mia, orsù,
fate, di grazia! Or, da che voi, così,
io faccio; e tu, farai? - Signora, sì.
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Il putto poppa, e poppa anche la potta PDF Stampa E-mail
Il putto poppa, e poppa anche la potta;
a un tempo, date il latte e ricevete,
e tre contenti in un letto vedete:
ognuno il suo piacer piglia a un otta. 

Aveste fottitura mai sì ghiotta,
fra le migliaie che avute ne avete?
In questo fotter più festa prendete,
ch'un villan quano ei mangia la ricotta.

- Veramente egli è dolce a cotal modo,
il fotter reverendo, il fotter divo;
e come io fossi una Badessa godo;

e si mi tocca a la gran foia il vivo
questo strenuo tu bel cazzo sodo,
ch'io sento un piacer superlativo.

E tu, cazzo corrivo,
in le gran frette la potta ti caccia,
e stacci un mese, che 'l buon pro ti faccia.
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Non tirar, fottutello di Cupido PDF Stampa E-mail
Non tirar, fottutello di Cupido,
la cariola; fermati bismulo;
ch'io vo' fotter in potta e non in culo
costei, che mi togl'il cazzo e me ne rido. 

E nelle braccia le gambe mi fido,
e si disconcio sto (e non t'adulo)
che si morrebbe a starci un'ora un mulo
che fottendo a disaggio, mi disfaccio.

E se voi, Beatrice, stentar faccio,
perdonar mi dovete, perch'io mostro
che fottendo a disaggio, mi disfaccio.

E se non ch'io mi specchio nel cul vostro,
stando sospeso l'uno e l'altro braccio,
mai non si finirebbe il fatto nostro.

O cul di latte e d'ostro!
Se non ch'io son per mirarti di vena,
non mi starebbe il cazzo ritto appena.
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Dammi la lingua, appunta i piedi al muro PDF Stampa E-mail
Dammi la lingua, appunta i piedi al muro;
stringi le coscie, e tienim stretto, stretto;
lasciat'ire a riverso in sul letto
che d'altro che di fotter non mi curo. 

Ai! Traditore! Quant'hai il cazzon duro!
O! come? su la potta ci confetto!
Un dì, tormelo in culo ti prometto,
e di farlo uscir netto t'assicuro.

- Io vi ringrazio cara Lorenzina,
mi sforzerò servirvi; ma spingete,
spingete come fa la Ciabattina.

o farò adesso, e voi quando farete?
- Adesso! dammi tutta la linguina.
Ch'io muojo. - Et io, e voi cagion ne sete;

adunque voi compirete?
- Adesso, adesso faccio, Signor mio;
Adesso ho fatto. Et io; ohimè! o Dio!
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Altri dubbi amorosi PDF Stampa E-mail

Dubbio I

Fotteva fra Martin suor Liberale
in potta, e nel chiavar sendosi avvisto
che ne poteva nascer l'Anticristo,
volse finir in cul. Fe' bene o male?

Risoluzione I

Molto bene fece il padre fra Martino
per schivar d'Anticristo la venuta,
finire in cul la sua nobil fottuta,
che cominciato in potta avea il meschino.{mospagebreak}
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